Nell’ultimo periodo in Rete c’è stato un sovraffollamento di
post, notizie, servizi e quant’altro relativo all’ondata di nuove realtà video
nel web. L’interesse si è mosso dal lancio del progetto N3TV di Tommaso Tessarolo, passando per la versione italiana di Intruders Tv curata dalla
“poliedrica” Livia Iacolare e dal progetto VideoMarta.
Non è una novità, infatti, che gli strumenti attualmente disponibili in Rete
permettono a tutti di “fare Tv” e cimentarsi in una sorta di “allegro chirurgo”
per la trasmissione di contenuti video online.
Ma cosa significa esattamente “fare Tv”?
Trasmettere video realizzati da altri in una sorta di
palinsesto ragionato?
Realizzare in prima persona video, interviste o interventi
per parlare di vari argomenti?
Tutto qua?
Quello che mi sto chiedendo, e su cui ragiono da un po’, è
la possibilità di staccarsi dal format e dalle modalità classiche di
trasmissione a favore di qualcosa d’innovativo o che per lo meno non replichi
quello che si vede normalmente in Tv.
Premesso che la qualità complessiva dipende in gran parte
dai contenuti delle trasmissioni, non è forse giusto staccarsi dal modello
mainstream classico a cui siamo abituati e cominciare a ricercare nuovi format
più adatti all’online!?
Vedo invece un adattamento sterile e poco critico di regole
non scritte alle quali siamo stati abituati e poca voglia di metterle in
discussione: dove sono gli esperimenti che di videoblog che in America hanno
generato il gioiello Rocket Boom?

In tal senso, non me ne vogliano, vedo più innovativi
progetti come RobinGood.tv e Eddypedro tv che non N3TV o Intruders.tv.
E da questo mi sorge un dubbio: non si riesce ad innovare il
concept della TV o non si vuole?
E’ forse una fase di passaggio questa, nella quale saccheggiare
quanti più utenti possibili dalle Tv tradizionali e alle quali non si può
proporre trasmissioni particolarmente innovative?
La risposta mi sembra abbastanza retorica, ma per scrupolo
ho preferito farmela.